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30 de abril de 2014

Le proprietá delle prugne umeboshi - Las propriedades de las ciruleas umeboshi. Macrobiotica.

Traducción al español más a bajo

L'umeboshi è un prodotto della cucina tradizionale giapponese. Il nome significa prugna disidratata: UME (prugna) y BOSHI (desidratada). L’ingrediente basico per preparare l’umeboshi sono le prugne dell'albero Prunus mume. Si usa quindi una qualitá specifica di prugne. 
Una volta raccolte queste vengono tenute in infusione nell'acqua fredda per togliere l'amaro. In seguito vengono accuratamente scolate ed asciugate con un panno. I frutti sono disposti sul fondo di un recipiente adatto e spruzzate o vaporizzate con acquavite. Viene a questo punto aggiunto il sale (in proporzione di circa 200 grammi di sale per chilo di frutta) mescolando accuratamente affinché il sale penetri bene nei frutti. Questo miscuglio viene disposto in un recipiente di legno, facendo degli strati con le prugne, per favorire la fermentazione. Il recipiente viene coperto con un peso per ben pressare i frutti nella loro salamoia che deve durare 6 settimane. Quando la fermentazione è avvenuta le prugne vengono ritirate e fatte seccare. 
Possono essere consumate intere, ridotte in polvere per formare un condimento chiamato shiso momiji oppure processate sotto forma di crema/marmellata. Il processo di fermentazione tradizionale dura 2 anni.

Umeboshi

Il colore naturale delle prugne é chiaro ma nella presentazione finale il colore é un rosso-violaceo molto vivo. Infatti, le prugne vengo colorate attraverso l’uso della folgia akajiso, una pianta aromatica, molto ricca in antociani. 

L'umeboshi ha un gusto acido e salato dato principalmente dalla macerazione delle prugne nel sale. 
Per fermentazione, aumenta il contenuto di acido citrico, che viene utilizzato dal corpo per decomporre l'acido lattico. L' acido citrico é il comune denominatore di tutte le varianti di Ume-Boshi.

Benefici per la salute: nella dieta macrobiotica, le umeboshi sono considerate un alimento medicinale ed essenziale in cucina. La sua acidità neutralizza l'eccesso di carne, sale, uova (cibo Yan), mentre la sua salinità neutralizza l'eccesso di zuccheri raffinati (alimenti yin). 
Le umeboishi sono riconosciute come un alimento funzionale. Il suo grado di alcalinità é tale che con solo 10gr  riescono a neutralizzare di 100gr di zucchero. La forza di questo effetto alcalinizzante è dovuta  all'abbondanza di acido citrico che facilita l'assorbimento nel piccolo intestino di minerali come ferro, magnesio, etc. Pertanto le umeboshi stimolano l'intestino, il fegato e la cistifellea, alcalinizzano il nostro sangue e aumentare le nostre difese. Per il contenuto nutrizionale è altamente consigliato il loro consumo. Infatti, l'umeboshi contiene: proteine, fosforo, vitamine e antiossidanti come carotene e vitamina C, minerali, grassi e fibre tra i quali ferro, calci, magnesio, potassio. Questa proporzione arriva anche a duplicare il contenuto degli altri frutti. È importante sottolineare che le umeboshi devono avere una fermentazione di almeno 2 anni per compiere con la funzione terapeutica. Evitate le creme o marmellate di umeboshi dal sapore agrodolce, dal momento che contengono zucchero. I pazienti ipertesi devono evitare o consumare con moderazione le Umeboshi in quanto sono molto salate.

Uso: la cucina macrobiotica offre molte ricette con umeboshi.
Si suggerisce di mangiare una prugna a digiuno al mattino. Il sapore è molto amaro e se si vuole ridurre leggermente il gusto forte e acido si può lasciare la umeboshi nel tè verde caldo per un minuto prima di mangiare.
La Crema (o “pasta”) di Umeboshi è molto facile e veloce da usare dato che basta aggiungere un cucchiaino al vostro piatto: zuppe, riso o verdure al vapore. Può essere utilizzato anche nelle insalate, dopo aver sciolto la crema con un goccio d'olio.
I giapponesi di solito mangiano le umeboshi con riso. Si usa come parte del bento (lunchbox giapponese), mettendo una singola umeboshi nel centro del riso per rappresentare la bandiera del Giappone. La prugna umeboshi è anche un ingrediente comune in onigiri (polpette di riso avvolti in nori). 
Per il suo alto contenuto di sale, le umeboshi si possono conservare a lungo. Si consiglia di mangiarne non piú di una umeboshi al giorno, salvo diversa indicazione del proprio medico, nutrizionista o terapeuta.
Se avete comprano le prugne umeboshi intere e volete preprare un puré, per poterlo usare comodamente e velocemente nelle vostre preparazioni, basta togliere il nocciolo alle prugne e frullare la polpa. Non bisogna aggiungere nulla per la conservazione: le umeboshi contengono giá abbastanza sale. 


Verdure con umeboshi

Ingredienti
4 patate
2 carote
1 cipolla
1 spicchio aglio
100 gr fagiolini
1 cucchiaino di puré di umeboshi (o crema o marmellata, dipende da come la chiama il vostro rivenditore)

Preparazione
Lavare le verdure e togliere la buccia quando necessario. Tagliare le verdure a cubetti e saltarle al wok con un poc d’acqua e un cucchiaio di olio. A metá cottura aggiungere l’aglio tritato. Nel frattempo preparate un cucchiaino di umeboshi e fatelo scioglere in un bicchiere con un poco d’acqua. Aggiungerlo alle verdure e cuinare fino a quando si asciuga. Non occorre aggiungere sale perché l’umeboshi ha un sapore abbastanza salato.

Potete scegliere le vostre verdure preferite. Io ho usato quelle che avevo a portata di mano.

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Traducción al español

La umeboshi es un producto de la cocina tradicional japonesa. El nombre significa ciruela deshidratada: UME (ciruela) y BOSHI (deshidratada). Para esta preparación se escoge una variedad especifica de ciruelas. Los japoneses hacen un proceso de encurtido especial y un proceso largo de preparación. Primero son recogidas y expuestas al sol y al rocío de la tarde y luego, fuera en la noche. La ciruela se vuelve más pequeña y se arruga. Luego, se ponen en barriles junto con sal marina (en una proporción de alrededor de 200 gramos de sal por kilogramo de fruta) y hojas de shiso, que le da el color rojo). Se coloca peso encima del barril y se deja fermentar durante al menos seis semanas, esto les hace soltar el jugo en el fondo del barril. Cuando la fermentación se llevó a cabo las ciruelas se recogen y se secan. Se pueden comer así o pulverizan para formar un condimento llamado momiji shiso. El proceso de fermentación tradicional de una duración de 2 años.

El color natural del encurtido es marrón, pero se acostumbra a teñirlo de rojo usando una hierba llamada akajiso. Al umeboshi confeccionado industrialmente comúnmente se le agrega también color artificial. El umeboshi tiene un sabor amargo y salado debido a la maceración de ciruelas en la sal.
La fermentación aumenta el contenido de ácido cítrico, que es utilizado por el cuerpo para descomponer el ácido láctico.

Beneficios para la salud: en la dieta macrobiótica, las ciruelas Umeboshi se consideran un alimento medicinal e imprescindible en la cocina. Su acidez neutraliza el exceso de carne, sal, huevos (alimentos Yan), mientras que su salinidad neutraliza el exceso de azúcares refinados (alimentos yin). 
El grado de alcalinidad es tal que con sólo 10 g son suficientes para neutralizar 100 g de azúcar. La fuerza de este efecto alcalinízate es debido a la abundancia de ácido cítrico que facilita la absorción en el intestino delgado de minerales como hierro, magnesio. En consecuencia, las umeboshi estimulan el intestino, el hígado y la vesícula, alcalinizan la sangre y aumentan nuestras defensas. Por el contenido nutricional es muy recomendable su consumo. Las umeboshi contienen: proteínas, fósforo , vitaminas y antioxidantes tales como caroteno y vitamina C , minerales y fibra,  hierro, calcio, magnesio, potasio.  Proporción que duplica el contenido de otras frutas. 
Es importante destacar que las umeboshi deben tener una fermentación de al menos 2 años para llevar a cabo con la función terapéutica. Evite las cremas y mermeladas de umeboshi agridulces, ya que contienen azúcar. Los pacientes hipertensos deben evitar o comer con moderación las umeboshi ya que son muy saladas.

Uso en la cocina: la cocina macrobiótica propone numerosas recetas con umeboshi.
Se sugiere comer una umeboshi en la mañana en ayuna. El sabor es muy amargo y si quieren “suavizar” un poco el ácido, pueden dejar la umeboshi en el té verde caliente por un minuto antes de comerla.
La crema de umeboshi, es muy fácil de utilizar por que es suficiente añadir una cucharadita a sus platos: a las sopas, al arroz, a las verduras al vapor. También se puede usar en ensaladas, previo disolver la crema con un poco de aceite de oliva. 
Los japoneses generalmente comen el umeboshi con arroz. Como parte del bento (lonchera japonesa), comúnmente se pone una sola ciruela umeboshi en el centro del arroz para representar la bandera de Japón. Las ciruelas umeboshi también son un ingrediente común del onigiri (bolas de arroz envueltas en nori). 
Por su alto contenido en sal, la umeboshi se puede conservar por mucho tiempo.

Verduras con umeboshi

Ingredientes
4 patatas
2 zanahorias
1 cebolla
1 diente de ajo
100 gr habichuelas
1 cucharadita de purea de umeboshi

Preparación
Lavar las verduras y quitar la cáscara cuando sea necesario. 
Cortar las verduras en cubos y cocinar en una sartén con un poco de agua y una cucharada de aceite de oliva. 
A mitad de la cocción, añadir el ajo picado. 
Mientras tanto, preparar una cucharadita de umeboshi y déjela disolver en un vaso con un poco de agua. Añadir las verduras y apagar el fuego. 
No hay necesidad de añadir sal porque la crema de umeboshi es bastante salado.

7 de febrero de 2014

Biscotti vegan di quinoa e cannella per il 100% Gluten Free (Fri)Day - Galletas veganas de quinoa y canela

Traducción al español más a bajo

Eccomi ad una ltro appuntamento con il 100% Gluten Free (Fri)Day (#GFFD), un iniziativa geniale che settimanalmente ricorda a tutte e tutti che cucinare senza glutine é facile, semplice e soprattutto buono!
Qui, trovate tante ricette stuzzicanti alle quali potete ispirarvi!



Oggi partecipo con una ricetta non solo gluten free ma anche: zucchero free, uova free e latte free. In poche parole una ricetta vegana!

Biscotti quinoa e cannella
Ingredienti
1 tazza quinoa
2 tazze acqua
Cannella in polvere
1 ramo di cannella
1 cucchiaio agave (o altro doclificante naturales a scelta)
½ tazza di farina di fecola di mais
½ tazza di mandorle tritate
½  tazza latte di riso
2 cucchiai di olio d’oliva extra vergine spremuto a freddo
Preparazione
Per prima cosa cucinare la quinoa con il procedimento normale facendo attenzione di aggiungere un rametto di cannella all’acqua di cottura, per poi rimuoverlo una volta terminata la cottura. Questo dará alla vostra quinoa un sapore molto particolare.

Come cucinare la quinoa: a meno che non abbiate comprato una quinoa già prelavata, per prima cosa dovete lavare accuratamente la quinoa in un colapasta dai fori molto stretti.
Porre l’acqua a bollire in una pentolino antiaderente o in una casseruola (quelle di vetro sono ideali per cucinare la quinoa). Quando l’acqua avrà raggiunto il bollore, aggiungere un cucchiaio di sale e la quinoa. Cuocere a fuoco bassissimo y spegnere quando la quinoa ha assorbito tutta l'acqua.

Una volta raffreddata (o per lo meno intiepidita) mescolare tutti gli ingredienti.
Con l’aiuto di un cucchiaio preparate i vostri biscottini (potete usare degli stampini se preferite).
Preriscaldare il forno a 180 gradi. Infornare per 30 minuti. 
Lasciare raffreddare in forno prima di servire.

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Traducción al español



Galletas de quinoa y canela


Ingredientes
1 taza de quinua
2 tazas de agua
Canela en polvo
1 rama de canela
1 cuchara de miel de agave (o otro endulzante natural)
½ taza de almidón de maíz
½ taza de almendras picadas
½ taza de leche de arroz
2 cucharadas aceite de oliva virgen extra, presado en frío

Preparación
Primero: cocinar la quinoa según el procedimiento normal (2 tazas de agua cada taza de quinoa). Añadir una ramita de canela durante la cocción para dar más sabor a la quinoa y luego retírela cuando haya terminado de cocinar.

como cocinar la quinoa: A menos que usted compró una quinoa ya lavada previamente, primero hay que lavar bien la quinua en un colador con agujeros muy finos.
Ponga el agua a hervir en una sartén antiadherente o en una cazuela (las de vidrio son ideales para cocinar la quinua). Cuando el agua empiece a hervir, añadir una cucharada de sal y la quinoa. Cocine a fuego lento y apagar cuando la quinoa ha absorbido el agua. 

Una vez enfriada la quinoa (o por lo menos cuando estés tibia) mezclar todos los ingredientes.

Con la ayuda de una cuchara preparar las galletas si prefieren pueden usar unos moldes).

Precaliente el horno a 180 grados. Informar durante 30 minutos. dejar enfriar en el horno antes de servir.

6 de febrero de 2014

Brownie macrobiotico al ciocciolato - Brownie al chocolate (sin gluten, sin azucar, sin huevo)

Traducción al español más a bajo

La voglia di cioccolato é forse una delle piú popolari. Grandi e piccoli, donne e uomini, non ne scappiamo. Con un dolce al cioccolato non si sbaglia mai. 

Ma per chi come me usa solo il cioccolato naturale (quello vero per intenderci) senza zuccheri aggiunti il rischio di sbagliare c´é. 
Infatti il cioccolato puro ha un sapore totlmente diverso da quello che ci vendono in barrette o nelle polveri giá preparate. Il vero cioccolato é amarissimo. 
Vi consiglio di provarlo, almeno una volta nella vita.  

Anche con il cioccolato amaro si possono preparare dolci deliziosi, basta aggiungere un dolcificante facendo molta attenzioni alle quantitá. Se ne metterete troppo poco il vostro dolce rischierá di diventare un piatto amaro, ma se ne mettete troppo coprirete l'aroma del cioccolato. 
Qual'é quindi la quantitá giusta? Dipende dal dolcificante che avete scleto e anche dal vostro palato. 
Per quanto mi riguarda per 100 gr di cioccolato puro aggiungo: 2 cucchiai di miele di riso, oppure 1 cucchiaio di miele d'agave oppure 2 cucchiaini di stevia. 

Anche nella cucina macrobiotica i dolci al cioccolato abbondano, ma sono ovviamente preparati con il cioccolato pure e poi addolciti con il miele di riso o con sciroppo di mela. 

Dal libro Macrobiotica para todos di Perla Palacci de Jacobowitz ho preso vari spunti per le mie ricette dolci. Ecco a voi un risultato di questa interessante lettura: brownie al cioccolato!
Gli ingredienti sono stati totalmente adattati ai prodotti locali sudamericani.

Per prima cosa devo dire che in questa ricetta sostituisco il miele di riso con la stevia...un prodotto andino che sicuramente non conoscevano in Giappone ai tempi in cui la macrobiotica é stata creata. Il mio consiglio é il seguente: usate pure il vostro dolcifinate preferito purché sia naturale e sano.evitate prodotti raffinati e prodotti chimici, sempre e comunque. 
Un'altra modifica alla ricetta é l'introduzione di amido di yucca, un ingrediente che non compare nei libri di macrobiotica. Potete usare un'altro amido a scelte o provare ad ometterlo, ma in questo caso vi consiglio di aggiungere una banana alla ricetta per poter dare un pó di morbidezza all'impasto.


Brownie cioccolato


Ingredienti
100gr farina di riso
100 gr amido di mais
80 gr cioccolato puro in polvere
1/2 cucchiaino gomma xantana o gomma guar
1 cucchiaino abbondante di cremor tartaro
1/2 cucchiaino di bicarbonato
2 cucchiaini di stevia in polvere ( o 40 gocce stevia liquida) 
7 cucchiai olio di oliva o di mais spremuto a freddo
80 gr acqua
80 gr yogurt naturale  (o di soia) 
Un pizzico di vaniglia naturale in polvere (non sapore artificiale)
Cocco in scaglie per decorare

Vedere anche: lista e raccomandazioni dolcificanti naturali

Preparazione
Preriscaldare il forno a 180 gradi.

Per prima cosa mescolare gli ingredienti secchi con un cucchiaio o con una frusta da cucina. Mescolare gli ingredienti liquidi e quindi mescolare entrambi i composti delicatamente.

Ungere una teglia o gli stampini prescelti. Oppure ricoprire con carta da forno. Una buona strategia per preparare i vostri brownie è quella  di usare una grande teglia rettangolare e successivamente, una volta cotta e raffreddata, tagliare in vari cubetti. Oppure potete usare delle formine. Io ho usato degli stampini rotondi. 

Versare il composto nella teglia e informare per 35 minuti. Non aprire il forno durante i primi 20 minuti e successivamente potrete provare la cottura dei vostri brownie con la prova dello stecchino.

Lascare raffreddare in forno. Prima di servire decorare con scaglie di cocco. 

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Traducción al español 

El amor por el chocolate es quizás uno de los más populares. Grandes y pequeños, hombres y mujeres, no se escapan de esta pasión.
Sin embargo no hay que confundir el chocolate puro con los chocolates ya preparados que nos venden en el supermercado. El sabor del chocolate puro es totalmente diferente de las barritas de chocolates ya azucaradas. El auténtico chocolate es amargo. Le recomiendo que lo prueben al menos una vez en su vida.
Incluso con el chocolate amargo se pueden preparar deliciosos pasteles, sólo tienen que añadir un edulcorante. Pero cuidado: si se pone poco endulzante el peligro es que su postre se convierta en un plato amargo, pero si se coloca demasiado dulce se esconde el aroma del chocolate.

¿Cuál es entonces la cantidad correcta? Depende del edulcorante que han escogido y de su paladar. 
Para mí, estas son las cantidades para añadir a 100 gramos de chocolate puro: 2 cucharadas de miel de arroz o 1 cucharada de agave o 2 cucharaditas de stevia.
Incluso en la cocina macrobiótica los postres de chocolate abundan, pero obviamente se preparan con chocolate amargo y luego endulzado con miel de arroz o con jugo de manzana.

Del libro Macrobiótica para todos de Perla Palacci de Jacobowitz he aprendido varias recetas dulces. Aquí está el resultado de esta interesante lectura: brownie de chocolate!
Los ingredientes se han adaptado totalmente a los productos locales de América del Sur.

En primer lugar hay que decir que en esta receta sustituyo la miel de arroz con stevia ... un producto andino que no conocían en Japón, en los días en que se ha creado la macrobiótica. 
Mi consejo es este: utilizar su edulcorante favorito siempre y cuando esto sea natural y sano. Evite productos refinados y productos químicos, en todas sus preparaciones.
Otro cambio es la introducción en la receta de almidón de yuca, un ingrediente que no aparece en los libros de la macrobiótica. Si prefieren pueden sustituirlo con otros almidones (papa o maíz)  o tratar de omitirlo, pero en este caso recomiendo que agreguen un banano a la receta para darle un poco de suavidad a la masa.


Ingredientes
100g  Harina de arroz integral
100 g de almidón de maíz (o papa o yocca)
80 g de polvo de chocolate puro (amargo, sin azucares añadidos)
1/2 cucharadita de goma xantana o goma guar
1 cucharadita abundante de cremor tártaro
1/2 cucharadita de bicarbonato de sodio
Polvo de stevia 2 cucharaditas (o 40 gotas de stevia líquida) (u otro endulzante natural)
7 cucharadas de oliva aceite prensado en frío o aceite de maíz
80 g de agua
80 g yogur natural (o de soja)
Una pizca de polvo de vainilla natural (no usar el sabor artificial)
Copos de coco para decorar

Ver también: lista y recomendaciones para los edulcorantes naturales

Preparación
Precaliente el horno a 180 grados.Primero mezclar los ingredientes secos con una cuchara o un batidor.
Revolver los ingredientes líquidos. Revolver los dos compuestos suavemente. 

Engrasar un molde para hornear u cubrir con papel para hornear. Una buena estrategia para preparar el brownie es utilizar un molde cuadrado o rectangular muy grande y luego, una vez cocinado y enfriado el postre, cortarlo en varios cubitos. Otra opción e sutilizar muchos moldes pequeños. Yo usé moldes redondos.  

Verter la mezcla en el molde e hornear durante 35 minutos. No abrir durante los primeros 20 minutos.  Se puede intentar revisar si el brownie está listo con la prueba palillo.

Dejar enfriar en el horno. Antes de servir decorar con copos de coco .









15 de noviembre de 2013

Gelatina vegana di mango in latte di soia con scaglie di cocco - Gelatina vegana de leche de soya con mango

Traducción al español más a bajo


Che lunga assenza….  anzi lunghissima….
E passato più di un mese dall’ultima ricetta. Un mese senza scrivere e praticamente senza nemmeno cucinare perché sono stata in viaggio, lontana dai miei fornelli, dalle pentole e soprattutto dalla mia dispensa piena dei mie prodotti favoriti. Prima sono stata a casa, nella nebbiosa valle padana, coccolata da mamma e nonne che cucinavano per me e poi sono partita per una maratona lavorativa che mi ha portato a viaggiare per tre continenti in tre settimane, sempre di corsa da un hotel all’altro, ho provato tantissimi piatti nuovi e ho assaporato la famosa quanto piccante cucina thailandese proprio nella sua terra natale: che delizia! 
A Dublino mi sono divertita ad assaporare piatti Raw e vegetariani, a Londra ho trovato un ristorantino  di cibo bio e veg proprio di fianco all’ufficio e infine a Bangkok ho provato di tutto un po’…scarafaggi esculusi… e sempre cercando di sfuggire ai piatti più piccanti.
Insomma, non tutto è stato lavoro… la ricerca culinaria è sempre stato un leit motiv che mi ha accompagnata da una città all’altra. Ho potuto assaporare prodotti deliziosi che in Colombia non si trovano e sono tornata con tante nuove idee e spunti...sapori esotici da portare in tavola, curiosi curry thailanesi da imitare e nuove tendenze da seguire dalle capitali europee. 

Oggi propongo un dolce totalmente vegana che evoca l’estate: una gelatina di mango, morbida e naturalmente dolce. Preparatevi perchè nelle prossime settimane le ricette vegetariane saranno protagoniste. La ragione è semplice: viaggiare per le persone celiache o intolleranti al glutine è un paicere che racchiude sempre un aspetto problematico: trovare il cibo giusto nel posto in cui siamo. Spesso la scelta si riduce a due opzione: glutine o carne. Anche se durante la routine cerco di mantenere una dieta vegetariana viaggiando, e soprattutto viaggiando in paesi disagiati, è praticamente imposisbile. Perciò ora che sono tornata alla vita normale largo alle verdure, ai legumi, alla frutta e all cucina vegetarina!!!

Ingredienti per due persone:
1 mango ben maturo
150 ml latte di soia
1 cucchiaino abbondante Agar agar
Miele di riso o altro dolcificante naturale
Scaglie di cocco e frutti rossi per decorare

Preparazione:
Sbucciare il mango e tagliare la polpa in listarelle. Quindi porre il mango nel frullatore aggiungendo il latte di riso e il dolcificante scelto. Frullare pochi secondi o il tempo necessario per ottenere un liquido omogeneo.
A questo punto riporre il liquido in un pentolino, meglio se antiaderente e portare ad ebollizione.
Nel frattempo sciogliere l’agar agar in un bicchiere con alcuni cucchiai di latte di soia o di acqua a temperatura ambiente (per evitare ceh si creino grumi). Aggiungerlo al composto che si sta riscaldando sul fuoco. Mescolare con attenzione e con frequenza. Una volta che il liquido raggiunge il bollore continuare a mescolare per due minuti e togliere dal fuoco. 
Lasciare raffreddare un poco e riporre il comporto negli stampi quando è ancora tiepido. Raffreddare in frigorifero.
Servire decorandolo con le scaglie di cocco e i frutti rossi.

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Traducción al español


Que ausencia  tan larga.... larguísima ....
Ha pasado más de un mes desde que publiqué la última receta. Un mes sin escribir y prácticamente sin ni siquiera cocinan. Estaba de viaje, lejos de mi cocina, de las ollas y sobre todo de mi despensa llena de los productos favoritos.
Primero estuve unos días en mi Casa, en el brumoso valle del Po , mimada por la mama y las abuelas que cocinaron para mí y luego me fui para un maratón de trabajo que me ha llevado a viajar a través de tres continentes en tres semanas, siempre corriendo de un hotel a otro.  H probado muchos nuevos platos y recetas deliciosa, además probé la famosa cocina tailandesa en su tierra de origen ¡qué delicia!
En Dublín disfruté platos Raw y vegetarianos, en Londres  me encontré con un pequeño restaurante de comida orgánicas y vegano justo al lado de la oficina y finalmente en Bangkok probé un poco de todo... excluidas las cucarachas ... y siempre tratando de escapar de la platos picantes .
En resumen , no todo ha sido trabaja en el último mes ... la investigación culinaria ha sido siempre un liet motive que me ha acompañado de una ciudad a otra . Tuve la oportunidad de degustar deliciosos productos que no se encuentran en Colombia y de con deliciosos recuerdos y tantas ideas para nuevas recetas….
Hoy propongo un postre totalmente vegano que evoca el verano: una gelatina de mango , suave y naturalmente dulce .
Como todas las personas celiacas o intolerantes al gluten viajar muchas veces representa una angustia, pro el miedo que nos acompaña de no poder conseguir nuestra comida y de quedar contaminados por error o por descuido. En mi rutina normal trato de mantener una dieta vegetaría pero viajando a veces es imposible. En muchas ocasiones las posibilidades de elección se reducen entre 2 opciones: gluten o carne. Sobre todo viajando en Países con una baja tasa de celiaquía o viajando en países con condiciones mas complicadas. Así que, ahora que por fin estoy de regreso a mis costumbres y a mi cocina, prepárense en los próximos meses para muchas recetas vegetarianas porque estoy cansada de comer carne….

Ingredientes para tres personas:
1 mango maduro
300 ml de leche de soja
1 cucharadita abundante de agar agar
Miel de arroz u otro edulcorante natural
Copos de coco y frutos rojos para decorar

Preparación:
Pelar el mango y cortarlo en tiras. A continuación, coloque el mango en la licuadora, agregar la leche de soya y el edulcorante elegido. Licuar por unos segundos o por el tiempo necesario para obtener un líquido homogéneo.
Poner el líquido en una cacerola antiadherente y calentar.
Mientras tanto disolver el agar agar en un vaso con unas cucharadas de leche de soja o agua al clima (para evitar que se creen grumos). Agregar el agar agar a la mezcla que se está calentando. Mezclar cuidadosamente y con frecuencia. Una vez que el líquido empiece a hervir continuar a mezclar durante dos minutos y retirar del fuego. 
Dejar enfriar un poco y poner el compuesto en los moldes cuando todavía está caliente. Dejar enfriar en la nevera y servir decorando con coco rallado y frutos rojos.

2 de mayo de 2013

Una marmellata di mele sugar free per festeggiare un premio "diverso"...

Traducción al español más a bajo

Voglio ringraziare di cuore le bravissime e simpaticissime blogger di No Sugar please e di Cucina tollerante.
Sono due blog che ho conosciuto da relativamente poco tempo e con i quali è sbocciata un'affinità istantanea e molto forte.

Ho partecipato ai loro contest con tutta la energia convinta che iniziative come questa sono ciò ci che permette di diffondere una maggiore presa di coscienza sui benefici del cibo sano e per l'appunto appunto "diverso" como intitolavano i post: diversamente buoni!

Con mio grande stupore mi sono aggiudicata il primo premio della categoria salati con un la ricetta Sformato di cañawa con semi di sesamo. Che sorpresa! E che gioia! Non me lo aspettavo. 
Spero che la ricetta sia una opportunità per far riscoprire certi cereali antichi e "dimenticati" come la quinoa e per l'appunto la cañawa, i quali hanno fantastiche proprietà nutritive e sono dei veri toccasana non solo per le diete dei celiaci.

Le ricette erano tutte una più buona, bella, originale e sana dell'altra. Sarebbero veramente tutte da provare. Le potete trovare in un fantastico e utilissimo documento pdf che si scarica QUI.
Ne vale la pena averne una copia a portata di mano! Non lasciatevelo scappare.

Ed ora una ricetta di una marmellata "diversamente dolce" in sintonia con lo spirito del contest e del premio, dedicata a tutte le partecipanti e alle bravissime organizzatrici. 

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Preparare la marmellata senza aggiungere zucchero o addensanti artificiali è un'operazione che può essere effettuata in maniera casalinga senza problemi. Dobbiamo sfatare il luogo comune secondo il quale preparare una marmellata senza zucchero è difficile ed il risultato è necessariamente a brevissima conservazione. La natura ci offre molte sostanze naturali che ci possono aiutare a gelificare e a conservare la marmellata. Io ho scelto di usare l’agar-agar.

In primo luogo è bene ricordare che per la preparazione casalinga delle marmellate bisogna porre attenzione alla sterilizzazione dei barattoli. Si consiglia di sterilizzati sia i barattoli in vetro che i loro coperchi, in acqua bollente. I barattoli e i loro coperchi devono essere previamente puliti prima di passare alla sterilizzazione. Potranno essere estratti dall'acqua quando essa si sarà raffreddata. Una volta sterilizzati i barattoli dovranno essere asciugati ed utilizzati quasi immediatamente (entro alcune ore al massimo) per versare al loro interno la marmellata ancora calda. La sterilizzazione è necessaria per evitare la formazione di muffe durante la conservazione delle marmellate.
Alcune persone aggiungo un cucchiaio di alcool alimentare (di quello puro) alla marmellata per ogni barattolo.

Per quanto riguarda le quantitá vi consiglio ti prendere in considerazione che in genere con un kg di frutta si ottengono dai 2 ai 3 barattoli di media grandezza.

L’aspetto fondamentale nel preparare la marmellata è la gelatinizzazione. In primo luogo, bisogna tenere presente che non tutti i frutti contengono la quantità di pectina sufficiente a compiere la gelatinizzazione ed ottenere quindi la marmellata. Alcuni alimenti ricchi di pecitina sono per esempio la mela ed il ribes. Se avete deciso di usare solo prodotti naturali per la gelatinizzazione vi consiglio vivamente di aggiungere qualche mela durante la cottura, ai frutti che sono invece poveri di pecitina.


Ingredienti
1 Kg di mele bio
Radice di zenzero fresco (circa 2cm)
1 cucchiaio di miele di riso (o 2 cucchiaini di stevia)
10 gr di agar-agar
Cannella in polvere 1 cucchiaino
2 limoni
1 bicchiere d’acqua

Preparazione
Iniziate lavando accuratamente la mele. Tagliatele quindi in spicchi e privatela dei semi. Tagliare successivamente a cubetti e porre a macerare almeno per un ora in una ciotola con il succo di limone appena spremuto e la cannella in polvere. Il succo di limone è necessario per fare in modo che la mela non si annerisca nell'attesa.
Io ho utilizzato anche la buccia delle mele poiché erano biologiche.

Tagliare lo zenzero in listarelle.
La frutta dovrebbe aver liberato un po' del proprio succo durante la macerazione. Potrete dunque versare in pentola la mela con il succo e lo zenzero.  Cuocere a fuoco basso. Aggiungere e mezzo bicchiere d'acqua (o di più se necessario) per facilitare la cottura.

Mescolate di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
Trascorsi 50 minuti circa  potete frullate fino ad ottenere una crema omogenea e compatta. Potete usare un frullatore ad immersione oppure un mixer per alimenti. Porre nuovamente la marmellata nella pentola.

Nel frattempo sciogliere l’agar agar in un bicchiere di acqua fredda per evitare che si creino grumi. Aggiungere l’agar agar alla mela e cucinare per 10 minuti a fuoco moderato mescolando. Versate la marmellata ancora bollente direttamente nei barattoli e chiudeteli immediatamente.

Capovolgere i barattoli e appoggiarli a testa in giù su di un tagliere di legno. Lasciate riposare i barattoli per alcune ore in questa posizione, in modo che si formi il "vuoto".
Successivamente riempire una pentola grande di acqua e portare ad ebollizione. Porre i barattoli nella pentola in modo che siano completamente ricoperti d’acqua. Lasciare almeno 20 minuti e successivamente spegnere il fuoco  Lasciare raffreddare i barattoli nella pentola con l’acqua.

A questo punto potete riporre i barattoli nella vostra dispensa, meglio se in un luogo fresco e buio. Le marmellate naturali si conservano senza problemi in dispensa fino a 3 mesi. Se preferite le potete conservare anche in firgorifero. Una volta aperte, devono essere riposte in frigorifero e consumate entro una settimana.

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Traducción al español

Preparar la mermelada sin azúcar añadido y sin espesantes artificiales es una operación que se puede realizar en el hogar sin ningún problema. La naturaleza nos provee de muchas sustancias naturales que nos pueden ayudar a gelificar y preservar la mermelada.

En primer lugar, es bueno recordar que para la preparación casera de la mermelada se deben esterilizar los frascos con muchísimo cuidado. Se recomienda esterilizada los frascos de vidrio y sus tapas en agua hirviendo (los frascos y las tapas deben limpiarse previamente antes de la esterilización). Una vez esterilizados los envases deben ser secados y utilizados casi de inmediato (dentro de unas horas como máximo) para verter en ellos la mermelada caliente. La esterilización es necesaria para prevenir la formación de moho durante el almacenamiento.

Alguna gente agrega una cucharada de alcohol alimentario (puro) para cada frasco de mermelada.

En cuanto a la cantidad recomiendo que tomen en cuenta que, en general, con un kg de fruta se obtiene 2-3 frascos de tamaño medio.

El proceso clave en la preparación de mermeladas es la gelatinización. En primer lugar, hay que tener en cuenta que no todas las frutas contienen la cantidad de pectina suficiente para lograr la gelatinización y luego obtener una mermelada de consistencia apropriada. Algunos alimentos son ricos en pecitina como por ejemplo la manzana. Si ha decidido utilizar sólo productos naturales para la gelatinización recomiendo añadir un poco de manzana durante la cocción de los frutos que son pobres en pecitina.


Ingredientes
1 kg de manzanas orgánicas
Jengibre fresco (más o menos un cubito de 2 cm)
1 cucharada de miel de arroz (o 2 cucharaditas de stevia)
10 gramos de agar-agar
Canela en polvo, 1 cucharadita
2 limones
1 vaso de agua

Preparación
Para empezar lavar las manzanas, cortarlas en cubitos y eliminar las semillas. A continuación, poner las manzanas a macerar durante al menos una hora en un recipiente con el jugo de limón recién exprimido y la canela en polvo.
La manzana debe haber liberado su propio jugo durante la maceración.
Mientras tanto cortar el jengibre en tiras finas.
A continuación, verter en la olla y dejar cocer a fuego lento durante unos 50 minutos. Añadir ½ taza de agua (o más si es necesario) para facilitar la cocción.

Revolver de vez en cuando con una cuchara de madera. Terminada la cocción licuar hasta obtener una crema homogénea y compacta. Para esta operación pueden utilizar un procesador de inmersión o una licuadora. Colocar nuevamente la mermelada en la olla.

Mientras tanto disolver el agar agar en un vaso de agua fría para evitar la creación de grumos. Añadir el agar agar a la crema y cocer durante 10 minutos a fuego medio revolviendo constantemente. 
Verter la mermelada caliente directamente en frascos de mermelada y tapar inmediatamente.
Colocar los frascos boca abajo. Dejar reposar durante unas horas en esta posición, con el fin de formar el "vacío".

Sucesivamente llenar una olla grande con agua hasta que hierva. Colocar los frascos en la olla y asegurase que estén completamente cubiertos con agua. Dejar por lo menos 20 minutos y luego apagar el fogón. Dejar enfriar los frascos en la olla con el agua.

La mermelada está lista… si quieren pueden comerla el mismo día.

También se pueden guardar los frascos en la despensa, de preferencia en un lugar fresco y oscuro. Las mermeladas naturales se conservan sin problemas para un máximo de 3 meses. Si lo prefieren, también puede mantenerse en nevera. Una vez abiertos los frascos, se deben almacenar en el refrigerador y consumar máximo en una semana.

28 de abril de 2013

Marmellata di more fatta in casa senza zucchero - Mermelada de moras sin azúcar

Preparare la marmellata senza aggiungere zucchero o addensanti artificiali è un'operazione che può essere effettuata in maniera casalinga senza problemi. Dobbiamo sfatare il luogo comune secondo il quale preparare una marmellata senza zucchero è difficile ed il risultato è necessariamente a brevissima conservazione. La natura ci offre molte sostanze naturali che ci possono aiutare a gelificare e a conservare la marmellata. Io ho scelto di usare l’agar-agar (se volete saperne di più a proposito dell’agar-agar potete leggere il post: Torta con gelatina di more).


In primo luogo è bene ricordare che per la preparazione casalinga delle marmellate bisogna porre attenzione alla sterilizzazione dei barattoli. Si consiglia di sterilizzati sia i barattoli in vetro che i loro coperchi, in acqua bollente. I barattoli e i loro coperchi devono essere previamente puliti prima di passare alla sterilizzazione. Potranno essere estratti dall'acqua quando essa si sarà raffreddata. Una volta sterilizzati i barattoli dovranno essere asciugati ed utilizzati quasi immediatamente (entro alcune ore al massimo) per versare al loro interno la marmellata ancora calda. La sterilizzazione è necessaria per evitare la formazione di muffe durante la conservazione delle marmellate.
Alcune persone aggiungo un cucchiaio di alcool alimentare (di quello puro) alla marmellata per ogni barattolo.

L’aspetto fondamentale nel preparare la marmellata è la gelatinizzazione. In primo luogo, bisogna tenere presente che non tutti i frutti contengono la quantità di pectina sufficiente a compiere la gelatinizzazione ed ottenere quindi la marmellata. Alcuni alimenti ricchi di pecitina sono per esempio la mela ed il ribes. Se avete deciso di usare solo prodotti naturali per la gelatinizzazione vi consiglio vivamente di aggiungere qualche mela durante la cottura, ai frutti che sono invece poveri di pecitina.

Per quanto riguarda le quantità in genere con un kg di frutta si ottengono dai 2 ai 3 barattoli di media grandezza.


Ingredienti
1 Kg di more bio o slevatiche
2 mele bio
2 cucchiai di miele di riso (o 2 cucchiaini di stevia)
10 gr di agar-agar
Cannella, 2 stecche (o al gusto)
1 o 2 limoni
1 bicchiere d’acqua

Preparazione
Iniziate lavando accuratamente la frutta e asciugandola. Tagliate la mela a spicchi e privatela dei semi. Porre quindi la frutta a macerare almeno per un ora in una ciotola, dopo averla irrorata con alcuni cucchiai di succo di limone. Il succo di limone è necessario per fare in modo che la mela non si annerisca nell'attesa.

La frutta dovrebbe aver liberato un po' del proprio succo durante la macerazione. Potrete dunque versarla in pentola e lasciarla cuocere a fuoco basso per circa 50 minuti. Aggiungere e mezzo bicchiere d'acqua ( o di più se necessario  per facilitare la cottura.
Mescolate di tanto in tanto con un cucchiaio di legno. Ritirare la cannella a fine cottura. A questo punto frullate  fino ad ottenere una crema omogenea e compatta. Potete usare un frullatore ad immersione oppure un mixer per alimenti. Porre nuovamente la marmellata nella pentola.

Nel frattempo sciogliere l’agar agar in un bicchiere di acqua fredda per evitare che si creino grumi. Aggiungere l’agar agar alla frutta e cucinare per 10 minuti a fuoco moderato mescolando. Versate la marmellata ancora bollente direttamente nei barattoli e chiudeteli immediatamente.
Capovolgere i barattoli e appoggiarli a testa in giù su di un tagliere di legno. Lasciate riposare i barattoli per alcune ore in questa posizione, in modo che si formi il "vuoto".

Successivamente riempire una pentola grande di acqua e portare ad ebollizione. Porre i barattoli nella pentola in modo che siano completamente ricoperti d’acqua. Lasciare almeno 20 minuti e successivamente spegnere il fuoco  Lasciare raffreddare i barattoli nella pentola con l’acqua.

A questo punto potete riporre i barattoli nella vostra dispensa, meglio se in un luogo fresco e buio. Le marmellate naturali si conservano senza problemi in dispensa fino a 3 mesi. Se preferite le potete conservare anche in frigorifero  Una volta aperte, devono essere riposte in frigorifero e consumate entro una settimana.

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Traducción al español

Preparar la mermelada sin azúcar añadido y sin espesantes artificiales es una operación que se puede realizar en el hogar sin ningún problema. La naturaleza nos provee de muchas sustancias naturales que nos pueden ayudar a gelificar y preservar la mermelada. Hoy opté por usar el agar-agar (si quieren conocer más sobre este increíble producto ver el post: Torta con gelatina de moras).

En primer lugar, es bueno recordar que para la preparación casera de la mermelada se deben esterilizar los frascos con muchísimo cuidado. Se recomienda esterilizada los frascos de vidrio y sus tapas en agua hirviendo (los frascos y las tapas deben limpiarse previamente antes de la esterilización). Una vez esterilizados los envases deben ser secados y utilizados casi de inmediato (dentro de unas horas como máximo) para verter en ellos la mermelada caliente. La esterilización es necesaria para prevenir la formación de moho durante el almacenamiento.

Alguna gente agrega una cucharada de alcohol alimentario (puro) para cada frasco de mermelada.

El proceso clave en la preparación de mermeladas es la gelatinización. En primer lugar, hay que tener en cuenta que no todas las frutas contienen la cantidad de pectina suficiente para lograr la gelatinización y luego obtener una mermelada de consistencia apropriada. Algunos alimentos son ricos en pecitina como por ejemplo la manzana. Si ha decidido utilizar sólo productos naturales para la gelatinización recomiendo añadir un poco de manzana durante la cocción de los frutos que son pobres en pecitina.

En cuanto a la cantidad recomiendo que tomen en cuenta que, en general, con un kg de fruta se obtiene 2-3 frascos de tamaño medio.


Ingredientes
1 kg de moras orgánicas
2 manzanas orgánicas
2 cucharadas de miel de arroz (o 2 cucharaditas de stevia)
10 gramos de agar-agar
2 palitos de canela (o al gusto)
1 o 2 limones
1 vaso de agua

Preparación
Para empezar, lavar y secar la fruta. Cortar la manzana y eliminar las semillas. A continuación, poner la fruta a macerar durante al menos una hora en un recipiente con unas cucharadas de jugo de limón.
La fruta debe haber liberado su propio jugo durante la maceración. 

A continuación, verter en la olla y dejar cocer a fuego lento durante unos 50 minutos. Añadir ½ taza de agua (o más si es necesario) para facilitar la cocción. Añadir los palitos de canela.
Revolver de vez en cuando con una cuchara de madera. Licuar la fruta hasta obtener una crema homogénea y compacta. Para esta operación pueden utilizar un procesador de inmersión o una licuadora. 
Colocar nuevamente la mermelada en la olla.

Mientras tanto disolver el agar agar en un vaso de agua fría para evitar la creación de grumos. Añadir el agar agar a la crema y cocer durante 10 minutos a fuego medio revolviendo constantemente. 

Verter la mermelada caliente directamente en frascos de mermelada y tapar inmediatamente.
Colocar los frascos boca abajo. Dejar reposar durante unas horas en esta posición, con el fin de formar el "vacío".

Sucesivamente llenar una olla grande con agua hasta que hierva. Colocar los frascos en la olla y asegurase que estén completamente cubiertos con agua. Dejar por lo menos 20 minutos y luego apagar el fogón. Dejar enfriar los frascos en la olla con el agua.

La mermelada está lista… si quieren pueden comerla el mismo día.

También se pueden guardar los frascos en la despensa, de preferencia en un lugar fresco y oscuro. Las mermeladas naturales se conservan sin problemas para un máximo de 3 meses. Si lo prefieren, también puede mantenerse en nevera. Una vez abiertos los frascos, se deben almacenar en el refrigerador y consumar máximo en una semana.
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